E' andata male al titolare di una sala giochi del Trentino che aveva presentato ricorso al Tar di Trento per far annullare il Provvedimento del Comune emesso il 5 settembre scorso, con cui veniva decisa la rimozione degli apparecchi da intrattenimento nel suo locale a causa della mancata distanza minima dai cosiddetti luoghi sensibili. I giudici del Tar hanno stabilito che finché non vi sarà la sentenza definitiva il locale dovrà rimanere chiuso, poiché l’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito può essere rilasciata solo per gli esercizi ubicati a distanza non inferiore a 300 metri dai luoghi sensibili. Norme che si attengono puntualmente alla prevenzione della ludopatia e, quindi, alla materia della tutela della salute di cui all’art. 32 della Costituzione.
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